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LETTERA APERTA AI GIOVANI DAI 20 AI 30 ANNI (E AI LORO GENITORI)

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Cari ragazzi, riflettevo in questi giorni sulla notizia che Renzo,  il figlio di Umberto Bossi è stato candidato e, guarda caso eletto, nel consiglio regionale della Lombardia. Naturalmente lo è stato solo perché figlio del padre padrone della Lega.

Il suddetto, grazie a questa carica, porterà a casa ogni mese nei prossimi cinque anni una cifra netta fantastica: tra i 7 ed i 10.000 euro netti. Citando dai documenti regionali, le voci nette mensili sarebbero (in euro): Indennità di funzione 3.643, diaria 2.602, rimborso trasporti circa 900, indennità di missione entro la Regione fino a 3.525. Inoltre, sostanziosa indennità a fine mandato e vitalizio dopo i 60 anni.

Non male per uno che (anche in ragione dei suoi 21 anni) nella vita non ha potuto ancora fare granchè ed ha saputo dimostrare  ancor meno, essendo noto alle cronache solo per la collezione di bocciature (tre di  fila) alla maturità. Tanto per capirci, una volta quando alle cose si davano nomi precisi, si sarebbe detto un somaro o un lavativo o, a ben sperare, un…frutto tardivo.

Assodato il fatto che far passare questa  elezione come risultato della volontà popolare sarebbe una presa in giro, vien da domandarsi: ma perché mai  dovremmo affidare nelle mani di uno così la cura dei problemi nostri e di tutta la Lombardia? Quale esperienza ci mette disposizione? Quale competenza?  Riflettevo appunto su questo qualche giorno fa e mi dicevo che se io avessi la vostra età sarei non dico incazzato, ma molto di più. Se avessi venti o trent’anni come voi, mi sentirei preso a schiaffi in faccia da questa volgare e spudorata operazione nepotista. Se fossi come voi uno che ha studiato e conseguito una magari brillante maturità e poi anche a pieni voti una laurea o due  e mi fossi via via sorbito uno stage dietro l’altro senza prendere una lira, sarei non solo incazzato ma furibondo. Se poi avessi passato o  stessi passando anni  fra call-center,  lavori e lavoretti precari, sottopagati, senza capo né coda e senza futuro. Sarei non solo incazzato ma avvilito. Se, ancora, le avessi provate tutte, con amici, parenti, corsi, master, in Italia o all’estero, mandando centinaia di segnalazioni e curriculum in giro, senza risultato. Sarei non solo incazzato ma comincerei a farmi domande. E se invece, al posto dell’università, avessi cominciato subito a lavorare da dipendente o in proprio con finta partita iva e oggi mi ritrovassi a piedi, per la crisi, senza lavoro, nemmeno cassintegrato e con rate da pagare. Sarei non solo incazzato ma chiederei a Umberto Bossi e a tutti i leghisti del mio paese che me lo spieghino il senso di questa operazione che è come uno sputo in faccia a tanti ragazzi seri e positivi che sono a spasso ed è un messaggio tremendamente diseducativo per i più giovani. E se per ironia della sorte avessi dato alla Lega il mio  voto  anche alle ultime elezioni regionali. Sarei non solo incazzato ma direi a questi signori di piantarla di prenderci in giro con federalismo, menate celtiche,  feste, mercatini e finte tradizioni mentre loro arraffano e mettono al sicuro i propri affari e gli interessi di casta e di famiglia. Direi loro che davvero questa vicenda dimostra che non hanno titolo per fare la morale agli altri e che molti si dovrebbero semplicemente vergognare e prepararsi perché prima o poi se ne accorgeranno anche quelle tante persone in buona fede che ancora non se ne sono accorte. Ecco, cari ragazzi, così io direi se avessi come voi venti o trent’anni o se fossi, come potrei essere, un vostro genitore. Meditate gente, meditate.

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Giugno 2010 23:12
 

Natale pulito...

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I cittadini di Coccaglio, piccola comunità di poco più di settemila anime della provincia di Brescia, passeranno le festività natalizie in santa pace e senza paura di uscire di casa. L'amministrazione comunale, capeggiata da un Sindaco Leghista, ha deciso di ripulire la propr ia ci t tà pr ima del la nasci ta di Gesù Bambino.

No, non si tratta di interventi ecologici di spazzatura, ma di extracomunitari irregolari.

Infatti, i vigili "natalizi" si recheranno a casa di circa 400 immigrati per verificare se sono in possesso del permesso di soggiorno e, qualora fosse scaduto da sei mesi devono dimostrare di aver avviato le pratiche per il rinnovo, altrimenti gli viene revocata la residenza d'ufficio e, in nome del Santo Natale, verranno rispediti nel proprio paese d'origine.

Il saggio e teologo assessore leghista, ideatore dell'iniziativa, si difende dalle accuse di razzismo dicendo che non è altro che l'applicazione del recente decreto sulla sicurezza, aggiungendo che, il Natale, in ogni caso, non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione e dell'identità.

Proprio quell'identità cristiana rappresentata dal Cristo in croce che tutti i gendarmi leghisti vorrebbero dappertutto: dalle scuole agli edifici pubblici, fino all'inserimento della croce nella bandiera italiana che fino a poco tempo era (secondo loro) utile solo per pulirsi il c……….

Lo stesso assessore, sempre più indignato per le critiche ricevute, rivendica la sua cristianità dicendo che ha frequentato il collegio dei Salesiani e che domenica 8 novembre era a Brescia ad ascoltare il Papa.

Forse all'assessore teologo è sfuggito che, lo stesso Papa, in vista della giornata dei rifugiati prevista per il 17 gennaio, ha ricordato a tutti i praticanti e non, che anche Gesù, da bambino, ha vissuto l'esperienza del migrante perché, come narra il vangelo, per sfuggire alle minacce di Erode, dovette rifugiarsi in Egitto insieme a Giuseppe e Maria.

Com'è possibile allora non avvertire questa contraddizione tra l'affetto quasi ossessivo per i simboli e gli insegnamenti cristiani e i comportamenti razzisti e xenofobi di questo genere?

Da miscredente che non ha frequentato i salesiani e non va nè in chiesa, nè a sentire il Papa, sono convinto che Gesù Cristo è uno di loro e sta dalla parte degli immigrati irregolari, degli sfrattati e sfruttati, dalla parte dei più deboli e dei più bisognosi.

Buon natale multicolore, multietnico, multiculturale e gioiosamente laico a tutti!

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Giugno 2010 23:17
 

Depurazione acque: forse è la volta buona!!

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Dopo un'attesa durata oltre 20 anni, forse, salvo imprevisti dell'ultima ora, siamo arrivati alla meta. Le acque nere scaricate dai Comuni di Lazzate, Misinto e Cogliate saranno recapitate al depuratore, loro naturale destinazione, anzichè nel torrente Guisa come avvenuto sin d'ora.

La società pubblica IANOMI S.p.A., proprietaria dei depuratori e della reti collettori, ha ultimato le opere civili della stazione di sollevamento delle acque provenienti dal bacino di utenza dei Comuni interessati (fatta eccezione per quelle diluite di pioggia che continueranno a essere versate nel torrente Guisa), mentre le opere elettromeccaniche sono in corso di esecuzione.

La messa in esercizio della stazione di sollevamento, costata complessivamente intorno ai 100.000 euro, è prevista per il mese di giugno. Con questo intervento si eviterà che circa 400.000 mc/anno di acqua inquinata venga recapitata in corsi d'acqua superficiali, sanando, meglio tardi che mai, un obrobrio ambientale.

 

Ultimo aggiornamento Sabato 28 Agosto 2010 08:54
 

La mappa del petrolio, un’inedita geografia italiana

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Tratto dal blog: La vita dopo il Petrolio

La mappa di tutte le concessioni

L’Italia come la Louisiana? La macchia di petrolio fuoriuscita dalla piattaforma petrolifera della Bp, nel Golfo del Messico, è più o meno grande quanto la Sicilia: provate a immaginarvela. Ma la cartina che vedete in questa pagina serve anche ad altro. È una “Carta dei titoli minerari” redatta dal ministero dello Sviluppo economico, e indica la cartografia ufficiale delle aree di sfruttamento e ricerca petrolifera del nostro Paese, aggiornata al dicembre 2009. I permessi sono stati concessi dal ministero dell’Ambiente e l’ultimo riguarda una concessione vicino alle Isole Tremiti. Se uno solo dei pozzi off shore al largo delle coste italiane dovesse fare la fine di quello della Bp, sarebbe la fine del Mediterraneo. Le compagnie petrolifere italiane, Eni in testa, hanno rassicurato il ministro Stefania Prestigiacomo. Ma non le popolazioni locali.

LA MAPPA

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2396&fromHP=1

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Giugno 2010 21:37
 


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